La via che porta verso la propria essenza passa attraverso delle tappe di conoscenza sempre più profonda e precisa di sé: guardare a se stessi da punti di vista diversi, che mettono in risalto aspetti nuovi e via via anche più sottili di quell’essere che siamo.
Infatti “questo essere” che è nato a questo mondo e che viene da lontano, è un mistero anche per noi che ci viviamo dentro, è uno scrigno che di certo racchiude un tesoro fatto di forme e colori diversi e spesso non sospettati.
Sì, colori, e dietro ai colori ci sono suoni, e ogni suono ha una corrispondenza matematica esatta perciò ognuno di noi è anche una nota, un numero e un colore. Tutti questi punti di identità più reale e più vera si rivelano alla coscienza in attesa di conoscersi. E più il senso di noi stessi e di chi siamo si sposta dalle caratteristiche esteriori e superficiali verso qualcosa di essenziale, più l’esperienza dell’identità si fa ricca di di sfumature eppure centrale.
Se scoprire il proprio suono richiede un grado di intuizione di certo non comune, scoprire il proprio colore o, meglio, i propri colori, può essere realistico.
Ci viene incontro un approccio psicologico a cui abbiamo dato il nome di “Psicologia dell’Anima” proprio perché si tratta di un tipo di ricerca che conduce verso l’essenza, cioè verso l’anima.
Questo approccio si rifà a un modello di conoscenza secondo cui sette “colori” diversi, con i loro corrispondenti numeri, operano e creano in tutto ciò che esiste. Tramite la conoscenza, l’osservazione e l’esperienza si inizia a riconoscere la vera radice di tanti nostri comportamenti e stili di vita. Allora diventa molto più facile risalire alla quella nota essenziale, l’Anima, che si manifesta nel mondo attraverso qualità specifiche; e contemporaneamente sarà possibile liberare quella radice dai tanti elementi psichici che nel corso della vita le sono cresciuti intorno. Questi ne hanno condizionato l’espressione, talvolta fino ad avvinghiarla nella morsa di distorsioni che ne offuscano la bellezza e il colore.
Avrete capito che parliamo dell’insegnamento sui Sette Raggi, che scrivo con la lettera maiuscola per onorare la loro presenza in tutto il Creato: vengono da un punto lontanissimo dello spazio e penetrano in tutto, anche in ogni essere umano, anche in ognuno di noi, depositandovi qualità bellissime.
Sono proprio queste qualità che vogliamo scoprire, le note essenziali di cui siamo fatti e che ci colorano in un modo peculiare e tutto nostro. Perciò siamo chiamati a un lavoro verso ciò che è elevato e che esiste a priori, e contemporaneamente a riconoscere tutto ciò che di fatto non ci appartiene e che abbiamo accumulato nella rete a strascico dei fatti della vita: lavoro simultaneo verso l’alto e verso il basso, e perciò molto potente.
Che dire poi del cambiamento nella percezione del mondo intorno a noi attivata da questa conoscenza? Più emerge la nostra nota personale e più chiare si fanno le note altrui: così, attraverso il riconoscimento delle differenze “a priori”, diventano molto più comprensibili anche i comportamenti degli altri che, se visti solo attraverso la lente della nostra costituzione energetica, possono talvolta risultare incomprensibili e costituire fonte di conflitti.
Pensare a noi stessi come a un suono nella grande sinfonia della Vita, e a un colore sulla variegata tavolozza della manifestazione, cambia radicalmente il nostro “essere nel mondo”. Trovare il nostro posto in mezzo alla multiformità della vita non resta solo una bella aspirazione ma si fa molto più realizzabile: ognuno può partire da lì, dal “chi sono” in termini di qualità e di potenzialità, per poi collocarsi nei compiti che davvero gli corrispondono.
Questa è la Nuova Psicologia ( e di nuovo la scrivo in maiuscolo non a caso!), la psicologia delle potenzialità, che andrà in futuro a sostituire la psicologia basata sulle carenze.
In questo tempo si parla molto di pace e tutti vi anelano. Ma anche la pace va pazientemente costruita, come tutto del resto. Lo strumento principale per tale costruzione è la conoscenza delle diversità tra persone e tra popoli; senza questo riconoscimento siamo destinati a rimanere inchiodati a posizioni egocentriche che sono poi la base di ogni conflitto: questo approccio psicologico offre strumenti che aiutano in questo compito. Infatti, “i 7 Raggi” ci danno una bella mano a liberarci dal guscio dell’egocentrismo, che a sua volta genera l’egoismo.
Aprirci alla multiformità della Vita e ai suoi variegati colori, è strumento di Pace.
I Raggi dunque come via verso la Pace, dentro e fuori di noi!
Marina Bernardi, 14 maggio 2026
Quest’estate dal 16 al 22 agosto inizia un nuovo ciclo della
Scuola “Psicologia dell’Anima” basata sulla Scienza dei 7 Raggi.
