“Stiamo assistendo alla sconfitta dell’umanità”. Intercetto questa frase mentre seguo distrattamente – non perché non sia interessante, ma perché sto rigovernando in cucina – una intervista a don Ciotti in tv. Sono colpita. Mollo le pentole e tendo la mia attenzione al massimo. 

Cosa intende don Ciotti per umanità? L’insieme degli esseri umani? O forse pensa che si tratti di altro? Sì, è così. Questo prete fuori dagli schemi intende per umanità  il “composto” straordinario costituito dalle quelle belle qualità  che l’uomo e la donna, se vogliono, sono in grado di esprimere: compassione, comprensione, perdono, empatia, cura, gentilezza, solidarietà… Amore. 

Tutti valori – a sentire i media, sempre avari di buone notizie – poco frequentati in un mondo impazzito come quello attuale. Quasi tutti gli accadimenti, di cui ci viene dato conto, girano intorno a parole che non esprimono nulla di buono: guerra, armi, avidità,  legge del più forte, femminicidi, disinteresse per l’ambiente, disprezzo per il diverso, criminalità organizzata, materialismo e consumismo sfrenato e… chi più ne ha più ne metta!

Inutile negare, sono fatti e i fatti sono quelli, anche se pompati e amplificati da una informazione spesso priva di scrupoli. L’uomo ha fatto passi da gigante, dai tempi delle caverne e della clava, ma l’evoluzione sul piano della coscienza è rimasta indietro rispetto alle conquiste dell’ingegno umano. Ma  allora che speranza abbiamo? 

Chi come me, da più di un quarto di secolo, frequenta gruppi cosiddetti di Autorealizzazione, è consapevole che anche se non se ne parla sui mezzi d’informazione, tante sono le  coscienze  che contribuiscono a formare punti di luce sul pianeta. Coscienze che, cercando la luce, contrastano l’oscurità. Coscienze che hanno compreso che insieme è più facile e più bello. Coscienze impegnate a servire il Bene comune. Su questo  bisogna puntare per disinnescare gli ordigni che portano alla sconfitta dell’umanità! Ma come fare per “contagiare”  sempre più persone così da raggiungere la massa critica necessaria?

Le parole di don Ciotti hanno l’effetto di un detonatore (un’altra metafora guerrafondaia… ahimè i tempi mi influenzano)  che fanno esplodere e rimescolare  tutta una serie di  pensieri e informazioni che si sono stratificati in maniera caotica dentro di me in questi ultimi tempi. 

Emergono:  i filosofi greci, il Numero, la Sezione Aurea, la Paideia, l’Armonia, l’Arte, la Creatività, la Scienza, la Spiritualità, la Bellezza,  la Libertà, la Dignità… la Nuova Cultura e la Nuova Civiltà.

Ecco…  tutto questo portato a sintesi – aiutata anche dalla straordinaria  congiunzione tra Saturno e Nettuno a 0° di Aries* – mi traghetta verso l’Umanesimo, movimento culturale, nato in Italia nel ‘400, alla base della fioritura del Rinascimento. 

Ma  quali sono i fondamenti dell’Umanesimo?

  • L’uomo viene messo al centro, puntando su ragione e educazione
  • Ritorno ai classici greci e latini (Platone, Aristotele, Omero, Virgilio, Seneca…)
  • Importanza etica della parola e del linguaggio
  • Dignità e libertà dell’individuo
  • Il metodo critico e il coraggio del pensiero
  • La proporzione, l’armonia, la misura 
  • L’uomo come ponte tra Cielo e Terra (rappresentato poi da Leonardo nell’Uomo Vitruviano)

L’umanesimo influenza tutti i campi del sapere: arte, scienza, politica, educazione, spiritualità… puntando a trovare l’equilibrio in tutte le cose. L’uomo viene invitato a dominare se stesso, prima del mondo, e la conoscenza diventa esperienza. Il rapporto con il divino è un dialogo interiore non più giudicante, ma illuminante.

So bene che non si può tornare al passato, ma dal passato si può distillare una benefica essenza. E allora… mi piace immaginare un Umanesimo 2.0!

Se noi italiani abbiamo saputo esprimere quelle straordinarie capacità, sarà rimasto qualcosa di quel DNA nel nostro patrimonio genetico!? Ciò che abbiamo “esportato” di quell’epoca d’oro non è la magnificenza artistica del Rinascimento, che si è espressa quasi esclusivamente nel nostro paese, ma i principi dell’Umanesimo che si estesero in tutta Europa. Il Maestro Tibetano ci ricorda che  “l’Italia incide i sentieri”, quindi abbiamo la possibilità, anzi il compito, di riprovarci.

Mentre faccio delle ricerche per integrare  e ampliare i miei  ricordi  scolastici, comincio a fare dei parallelismi tra l’Umanesimo e l’Insegnamento dell’Agni Yoga. Mi sorprendo a trovare  punti di contatto stupefacenti. Ora capisco perché in Italia è nata una Scuola che porta avanti e diffonde questo Insegnamento! 

Mi spingo a dire che l’Agni Yoga potrebbe essere quella auspicata rivisitazione dell’Umanesimo adatta a questi nostri tempi. Nell’Agni Yoga troviamo una serie di indicazioni per vivere una vita etica, e realizzata, all’insegna  della Bellezza e dell’autenticità, in cui l’uomo diventa consapevole della sua responsabilità non solo nei confronti di se stesso, dei suoi simili e del pianeta, ma anche del Cosmo. Durante l’umanesimo  questi principi furono veicolati da  individualità eccezionali, che si interessarono ai massimi livelli di alcuni aspetti specifici.

Dante Alighieri umanista della prima ora, sommo poeta e padre della lingua italiana ci  guida in un percorso di redenzione e di salvezza attraverso la ragione (Virgilio) e la grazia (Beatrice). 

Petrarca e Boccaccio a loro si deve  la riscoperta delle opere degli autori greci e latini. 

Pico della Mirandola cerca di conciliare, inimicandosi la chiesa del tempo, alcuni elementi dell’antica  filosofia greca con elementi della cultura orientale in un unicum armonico che riunisce le religioni. 

Macchiavelli occupandosi di politica immagina e sogna uno Stato fondato sulla libertà, intesa come responsabilità, e sulla virtù civica dei suoi cittadini. 

Lorenzo Valla il padre della  filologia, disciplina rigorosa che analizza i testi  antichi per renderli più fedeli agli originali, restituisce  molti testi alla loro autenticità, smascherando quelli falsi.

Lorenzo il Magnifico rappresenta l’emblema di una figura simbolo dell’Umanesimo: il mecenate al servizio dell’arte e della bellezza.

Marsilio Ficino, la voce spirituale di quel glorioso periodo,  vede l’uomo come ponte tra materia e spirito. Considera l’Astrologia il linguaggio simbolico dell’universo e non separa mai il corpo, l’anima e il  cosmo.

Nicolò Cusano  riconosce il limite della ragione per aprirsi a una conoscenza più alta, simbolica, intuitiva… infinita.

L’elenco potrebbe essere ancora molto lungo, ma mi fermo qui per ritornare a bomba all’Agni Yoga  e quindi portare avanti la tesi che quest’Insegnamento possa essere considerato una evoluzione dell’Umanesimo rinascimentale. Esso racchiude tra le altre cose alcune  specificità del pensiero umanistico e le mette a disposizione non di una élite ma di tutti coloro che, senza  pretendere che il loro nome sia riportato sui libri di storia, possono incarnare quei valori in un percorso di autoperfezionamento continuo.

L’Agni Yoga fa dell’uomo  un’umanista nel senso migliore del termine. Un uomo che può sperimentare, se vuole e con le dovute proporzioni, ciò che quegli uomini straordinari hanno ipotizzato nella loro epoca. In un’unica individualità si può racchiudere bellezza, armonia, creatività, dignità, libertà e verità. 

L’Umanesimo teorizza, attraverso le personalità più avanzate del suo tempo,  l’evoluzione dell’uomo. L’Agni Yoga rende concreta  questa possibilità offrendo a chi sente dentro di sé l’aspirazione ad evolvere in coscienza, la possibilità di farlo. L’Umanesimo accende una fiamma, l’Agni Yoga aiuta a mantenerla accesa così da creare i cosiddetti Portatori di Fuoco.

Questo continuo trasgredire le leggi da parte dell’umanità deve destare la coscienza, poiché il principio guida è posto come pura fondazione. L’aver perso il contatto fra i principi superiori e la vita nel mondo ha allontanato di molto il genere umano dalle origini sacre, che sole possono ristabilire l’equilibrio perduto. Fra questi fondamenti stanno i principi più vitali che sono stati mutilati sino a essere irriconoscibili. Il processo di purificazione delle Basi della vita e dei grandi Insegnamenti è l’attività creativa più ardente. Così il Portatore di Fuoco satura lo spazio e restituisce equilibrio alla vita. Sulla via del Mondo del Fuoco lanciate un appello nello spazio, a purificare le Basi dell’Insegnamento. (Mondo del Fuoco III,190)

Non è una strada facile, gli ostacoli sono tanti dentro e fuori di noi. Occorrono impegno e disciplina, ma tenere accesa quella fiamma, per l’uomo e la donna che vogliono realizzare se stessi, è una esigenza irrinunciabile.

Mi rendo conto che sto affrontando ed esaurendo in poche righe argomenti che richiederebbero altri spazi e altri approfondimenti, ma queste brevi riflessioni mi bastano per dire a me stessa e a don Ciotti: “Non perdiamo la speranza e impegniamoci  a realizzare il Nuovo Umanesimo… ce la possiamo fare!”

Articolo di Ina di Bella, Dipartimento Cultura

*Questa congiunzione, avvenuta all’inizio di Aries l’ultima volta nel 593 a.C. a 2° e nel 555 d.C. a 7°, vede la nascita  della filosofia greca con la scuola di Mileto. Adesso si ripresenta nella visione eliocentrica  a 1° l’11.12.25 e in quella geocentrica  a 0° Aries il 20.2.26.