Lassù tra le nuvole, dove le anime attendono il loro turno per tornare sulla Terra, tre grosse sfere di luce colorata si stagliano contro il contorno sfumato e incerto del paesaggio celeste: sono tre potenti vortici di energie diverse, quella del Bello, quella del Buono e quella del Vero.
Alcuni il Buono lo chiamano anche il Giusto, per cercare di apparire meno buonisti. Queste “riserve” sono considerate molto preziose perché fanno da punto di unione tra cielo e terra: lì, in cielo, si trovano allo stato puro, mentre in terra prendono molte forme diverse, a seconda della natura di chi ve le porta e della sua capacità di manifestarle. Ma l’importante è che tutte, ma proprio tutte le anime arrivano in Terra con la loro dose di Bello, di Buono e di Vero ben nascosta nel profondo del proprio nucleo. Poi succede che alcune se ne ricordano e cercano, così come sono capaci, di dare loro espressione; altre se ne scordano e allora dovranno tornare indietro col compito non svolto, e riprovarci.
In cielo il Bello, il Buono e il Vero sono lì, a portata di mano e in abbondanza, ma sono fuse in un tutt’uno, sfera per sfera: non hanno possibilità di esprimersi nelle variegate forme che invece possono prendere in Terra. Ogni anima, prima di scendere, vi attinge più che può, ben sapendo che poi quaggiù più se ne ha di queste risorse e meglio è.
Così comincia il lungo viaggio del Bello, del Buono e del Vero verso questo nostro Pianeta: i veicoli di questa trasferta siamo noi, le anime incarnate, che ci portiamo dentro quei tre semi di fuoco. Proprio di fuoco, perché quelle tre sfere sono molto elevate e stanno al di sopra di tutti i valori e di tutte le qualità; anzi, sono questi, i valori e le qualità, che derivano da quelle, ognuno e ognuna come una scintilla scoccata da quel mondo di fuoco, uno e trino.
Così le scintille scendono nella vita: ogni anima che riesce a mantenerle accese, a non lasciarle spegnere lungo il viaggio, porta luce dentro tutto ciò che vive, in ogni azione, in ogni pensiero e in ogni sentimento. Così nasce la Cultura, che non a caso significa “culto della luce”, dove la parolina “ur” vuol dire proprio luce.
La Cultura, vista così, non ha nulla a che fare con i musei, con le biblioteche o con i monumenti, senza nulla togliere ad essi. Semplicemente è qualcosa di molto più ampio, e anche di più bello, di più buono e di più vero. Si ha vera Cultura ogni volta che una coscienza umana immette una scintilla scaturita dai tre semi di fuoco nelle proprie opere, anche nelle più semplici, anche in quelle quotidiane o addirittura in quelle di un bambino.
Vista in questo modo la Cultura diventa viva, nasce nella vita e tutta la compenetra. Possiamo allora parlare di Cultura Vivente, laddove i tre semi di fuoco, il Bello, il Buono e il Vero in fondo sono l’origine dell’Etica Vivente, la sua radice.
La Cultura Vivente è per tutti ed è di tutti, e tutti possono contribuire a realizzarla; purchè si ricordino che i loro tre semi altro non attendono che di essere portati nella manifestazione.
Questa è la fantomatica nuova era: tutto ciò che finora è stato appannaggio di pochi, ben selezionati e spesso anche privilegiati, ora è alla portata di tutti, in una grande espansione del campo delle possibilità. Ognuno oggi può riappropriarsi del suo bagaglio personale di qualità e, in fondo, di luce; ed esprimerla come meglio crede, in libertà e autenticità. Vedremo così fiorire una Cultura fatta da molti, anche con piccoli contributi di pensiero in ogni settore della vita umana. Resteranno fuori da ciò che potremo considerare Cultura solo quelle espressioni prive di scintille di Bello, di Buono e di Vero, o in cui queste scintille sono troppo sommerse in antiche zone d’ombra.
E’ il senso della divinità immanente che avanza, senza nulla togliere al valore e alla funzione della divinità trascendente: il Bello, il Buono e il Vero presenti fin dall’origine dentro ogni essere, ecco cos’è la Coscienza Cristica! Già presente, già pronta per venire alla luce del sole, senza sforzo e senza rinunce; ma attraverso la consapevolezza dei tre semi di fuoco che abbiamo portato con noi incarnandoci.
La Cultura Vivente è creata dal Pensiero che sappia volare libero dai legami dell’attaccamento a immagini pregresse di sé e del mondo. E’ nutrita dalla reciprocità tra gli esseri, ove ognuno accendendo la propria scintilla simultaneamente accende anche quella di ogni altro.
Sento spesso dire, in questo periodo, che nei gruppi si nota un notevole incremento di frequenza: personalmente penso che non sia dovuto ad altro che all’effetto di richiamo reciproco tra gli esseri, sia tra gli umani che tra questi e Coloro che li guidano.
La Cultura Vivente può avere, per lo meno in potenza, tante espressioni quanti sono gli esseri umani, purchè sia rispettata la radice sacra dell’essere nel Bello, nel Buono e nel Vero.
In poche e semplici parole il Bello come manifestazione del volto di Dio in Terra; il Buono come ciò che risponde al maggior bene per il maggior numero di persone; il Vero come contatto diretto con “ciò che è”, senza distorsioni astrali e/o mentali.
Se la Cultura Vivente è il riflesso sulla Terra del Bello, del Buono e del Vero, con tutte le loro declinazioni e specificazioni, e perciò è effetto di un processo discendente, è altrettanto vero che il contatto con qualunque forma di Cultura (notare la C maiuscola!) conduce a sua volta al Bello, al Buono e al Vero.
Ne deriva che siamo chiamati a fare entrambe le cose: creare Cultura col nostro Pensiero purificato ed orientato come via discendente, e utilizzare la Cultura riconoscendone il vero valore come processo ascendente. In entrambi i momenti, quello ascendente e quello discendente, ricordarsi dei tre semi di fuoco che come anime abbiamo portato con noi e impiantarli nel suolo fertile della Vita.
E se le sfere nella nostra amata Bandiera della Pace rappresentassero, sì, l’Arte, la Scienza e la Religione, ma su un piano più profondo, nella loro essenza, fossero i semi infuocati del Bello, del Vero e del Buono racchiusi nell’Etica Vivente?
Penso proprio che sia così!
Marina Bernardi
